Glossario

ALTITUDINE
La prima lettera dell'“alfabeto Trentodoc” introduce una preziosa risorsa in termini di qualità. Sì, perché in Trentino ‬la vite viene coltivata fino a 800 metri sopra il livello del mare: fattore unico e distintivo poiché nessun altro spumante Metodo Classico può vantare vigneti a tali altitudini. E immaginatevi di che panorami possono godere queste vigne, che danno origine a bollicine‬ uniche, vere e proprie bollicine di montagna‬‬.
BRUT
È una delle tipologie di Trentodoc. Dal francese brut, “grezzo, crudo”, indica la caratteristica principale di questi spumanti, che sono secchi. Nel vocabolario enologico, brut significa “puro”: uno spumante Brut ha poca dolcezza e molta purezza. Il residuo zuccherino di Trentodoc Brut è al massimo di 12 grammi per litro.
CASE SPUMANTISTICHE
Le case spumantistiche che fanno parte dell'Istituto Trento D.O.C. e che rispettano le norme disposte dal disciplinare sono 43. Ognuna di loro produce spumanti di montagna, seguendo principi fondamentali - a tutela della qualità finale di ogni singolo Trentodoc‬ che prevedono l'impiego di uve di provenienza esclusivamente trentina e il metodo della rifermentazione in bottiglia. Se aggiungiamo poi la loro passione e un territorio particolarmente vocato il risultato è da gustare e ricordare.
DOC
Denominazione di origine controllata. Un’importante certificazione in ambito enologico che garantisce la qualità del processo di produzione e l’origine del prodotto. Unito al nome della città madre degli spumanti di montagna, il suffisso DOC dà vita alla D.O.C. Trento, la prima ad essere riconosciuta ufficialmente nel 1993.
Qualità, origine e territorio. Questo è lo spumante‬ Metodo Classico Trentodoc‬‬‬‬.
EXTRABRUT
È una delle tipologie Trentodoc. Extrabrut‬‬ sta ad indicare la quantità zuccherina finale in bottiglia che deve essere compresa tra 0 e 6 grammi per litro. Gli altri “ingredienti” della ricetta sono quelli soliti del Metodo Classico, imposti ogni volta dal disciplinare.
L'Extrabrut piace per questo: carattere secco, deciso. Dedicato a palati più esperti, per amanti di bollicine‬ non convenzionali.
FERMENTAZIONE
È il processo attraverso cui si produce il vino e quello anche per cui si sviluppa l'anidride carbonica in bottiglia, durante il riposo in cantina. Per questo si dice che il Metodo Classico è un vino a doppia fermentazione! Le bollicine sono quindi frutto della rifermentazione, che ha un nome preciso. Quale? Ve lo spiegheremo alla lettera P!
GABBIETTA
G come gabbietta. Sapete che cos'è? Si trova su ogni Trentodoc (ma vale anche per altri vini della categoria spumanti‬) ed è un filo di ferro posto sopra al tappo di sughero insieme a una capsula metallica. Serve a mettere in sicurezza il vino: pensate che la pressione in bottiglia può oscillare da un minimo di 3,5 a un massimo di 5 Bar... in confronto, le gomme di un'autovettura hanno una pressione molto più bassa: circa 2 Bar!
HOSPITALITY
Con la lettera H ci viene in mente una sola parola: Hospitality. Cosa c'entra con lo spumante Metodo Classico? L'ospitalità è uno dei fiori all'occhiello delle case spumantistiche Trentodoc. Accolgono con piacere gli ospiti nelle loro cantine e nei vigneti e amano proporre e spiegare a chi lo desidera l'eccellenza delle bollicine di casa. Una visita in cantina, fra colori, sapori e profumi del nostro Trentino, è un'esperienza da non perdere...
IMBOTTIGLIAMENTO
La lettera I è dedicata a una delle fasi più importanti di produzione del Metodo Classico. Il vino “base” (ottenuto da uve Chardonnay‬‬ e/o Pinot nero e/o Pinot bianco e/o Meunier) viene imbottigliato e vengono aggiunti lieviti e zuccheri (lo “sciroppo di tiraggio”). Le bottiglie - chiuse con tappo a corona - vengono sistemate poi orizzontalmente nelle fresche e buie cantine delle case spumantistiche, dove riposano ad una temperatura costante di 11-13°C per un minimo di 15 mesi (ma anche fino a 10 anni). È qui che inizia l'attesa, è qui che inizia la magia... quella della rifermentazione con la “presa di spuma”, cioè la nascita dell’anidride carbonica, che nel calice noi chiameremo “perlage”.
LIEVITI
L come Lieviti. Che ruolo svolgono nella produzione del Metodo Classico? Sono responsabili della fondamentale rifermentazione del vino base, sviluppano l’anidride carbonica (le bollicine!) e ampliano la gamma dei profumi. Terminata la loro azione, si depositano nella bottiglia per essere successivamente eliminati (vi spiegheremo come nelle prossime lettere dell’alfabeto). Per ottenere un Trentodoc è necessario che i lieviti rimangano a contatto con il vino a lungo, per arricchirlo e affinarlo il più possibile.
Attesa e pazienza, ecco il segreto per un Trentodoc d'eccellenza.
MILLESIMATO
M come Millesimato, la tipologia di Trentodoc che si ottiene dopo 24 mesi di permanenza sui lieviti (vedi lettera L).
Il termine deriva da "millesimo" e indica l'anno di vendemmia dell'uva, che viene riportato in etichetta. Contraddistingue gli spumanti Metodo Classico ottenuti con i vini derivati da una singola unica annata. Il millesimato viene prodotto in annate speciali e importanti. Un brindisi con Trentodoc Metodo Classico millesimato ha un sapore unico, per un'annata da ricordare!
NATURA
N come natura, dove tutto ha origine. La sua generosità regala al Trentino uve speciali per il Metodo Classico.
Trentodoc è la diretta espressione di una straordinaria conformazione geologica, dell’altitudine e della varietà climatica. L’abilità e l’amore dei viticoltori trentini e la dedizione delle case spumantistiche fanno tutto il resto.
LE "O" DI TRENTODOC
O come le due O del marchio Trentodoc‬, che rappresentano uno dei passaggi fondamentali del Metodo Classico, ossia il remuage. Consiste nella rotazione di un quarto di giro delle bottiglie, che sono posizionate capovolte su tipici cavalletti di legno (detti pupitres), così da far lentamente precipitare i depositi verso il tappo; i residui vengono successivamente eliminati nella fase di sboccatura. Originariamente questa operazione veniva eseguita manualmente, oggi le case spumantistiche si possono servire anche di strumenti automatici detti “giro pallet”.
PRESA DI SPUMA
La "Presa di Spuma" è un'altra fase importante del processo di spumantizzazione del Metodo Classico. Il vino ‬base si arricchisce di anidride carbonica, responsabile del perlage e della spuma che si forma versando un Trentodoc nel calice. Durante questo periodo le bottiglie vengono accatastate orizzontalmente, al buio e al fresco, per fare in modo che il lievito trasformi lo zucchero aggiunto al vino in fase di tiraggio, in anidride carbonica e alcol etilico. La fase si svolge all'incirca in un periodo di 60 giorni con il raggiungimento di una pressione in bottiglia di circa 6 atmosfere.
QUALITÀ
Un clima particolare, un territorio unico al mondo, il Trentino e le sue montagne. Ecco come la natura aiuta a creare la qualità di Trentodoc. Ma il territorio da solo non basta: per fare un ottimo Metodo Classico serve la capacità degli enologi, la loro passione e la loro pazienza. È anche per questo che Trentodoc viene riconosciuto dalle guide più prestigiose e dai più importanti concorsi enologici.
RISERVA
Un Riserva Trentodoc deve avere almeno 36 mesi di maturazione, che donano allo spumante profumi più evoluti ed intensi: di mela matura, frutta secca come noci, nocciole e marroni, canditi, agrumi, miele, talvolta ananas e delicate note di lievito e pasticceria. Gli spumanti Riserva hanno l’obbligo di riportare nell’etichettatura l’annata di produzione delle uve.
SBOCCATURA
La sboccatura è l’eliminazione dei lieviti non più attivi che, con il remuage, si raccolgono verso il collo della bottiglia. Come si esegue?
- Al ghiaccio (à la glace): si gela il collo della bottiglia e si fa saltare il tappo – metodo meccanico
- Al volo (à la volée): si stappa la bottiglia manualmente – metodo manuale.
Dopo la sboccatura, si procede al rabbocco della bottiglia con vino di pregio e zuccheri. Ogni casa spumantistica ha la sua ricetta e rifinitura segreta, caratteristica importante per la personalità di ogni Trentodoc.
TERRITORIO
Il Territorio non è solo un insieme di caratteristiche naturali, fisiche, chimiche, geografiche e climatiche. Contribuisce alla realizzazione di un vino rendendolo maggiormente identificabile. Ecco cosa significa "vino legato al territorio".
UVAGGIO
Questo termine indica la miscela di uve che compongono un vino. Il vino base, che viene lavorato secondo il Metodo Classico per diventare Trentodoc, è composto da: Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco e Meunier.
VITIGNI
Secondo il disciplinare Trentodoc sono quattro i vitigni che possono essere utilizzati per produrre Trentodoc spumante Metodo Classico. Protagonista in Trentino è soprattutto lo Chardonnay, che dona finezza, longevità e carica aromatica, ma anche il Pinot Nero, che conferisce corpo e struttura. Meno usati, ma presenti, sono il Pinot Bianco, che dona agli spumanti aromi fruttati, e il Pinot Meurier, apprezzato per la sua capacità di adattamento a diverse condizioni climatiche.
ZUCCHERI
Gli zuccheri sono i protagonisti di due fasi del processo di produzione Metodo Classico.
La prima fase consiste nell'aggiunta di zuccheri e lieviti al vino fermo base che poi viene imbottigliato. La seconda, durante il rabbocco della bottiglia con zuccheri e vino di pregio.
L’esatta composizione è un prezioso segreto di ciascuna casa spumantistica e rende unica ogni bottiglia di Trentodoc.