Istituto Trento Doc

Nato nel 1984, l’Istituto Trento Doc tutela la qualità del metodo di produzione degli spumanti Trentodoc.
È grazie alla sua supervisione che qualità, origine, metodo e diffusione dello spumante trentino vengono garantiti e protetti.

Uvaggio selezionato, territorio esclusivamente trentino, rifermentazione in bottiglia e contatto con lieviti molto prolungato sono le caratteristiche che distinguono lo spumante metodo classico Trentodoc dalle altre bollicine.
I produttori Trentodoc sono 45, tutti altamente qualificati e selezionati perché, per produrre un vino speciale, una vite non basta. 

Il marchio 

Calice con logo Trento Doc su sfondo bianco e nero
Bottiglia spumante Trento Doc stappata
Logo Trento Doc
Il marchio: un nome, un segno.

Riportato su tutte le bottiglie dei produttori Trentodoc, il marchio deriva dall'unione del nome della città che gli dà origine, Trento, con il suffisso DOC, la Denominazione di Origine Controllata che indica il nome del vino. Il Trentino, dal Lago di Garda fino ai confini dell’Alto Adige, è terra di Trentodoc, vino speciale, spumante metodo classico.   

Nel design delle due “o” del marchio Trentodoc si evidenzia una delle fasi più caratteristiche del metodo classico, il remuage, l’operazione manuale di rotazione della bottiglia eseguita dai produttori Trentodoc sui tipici cavalletti di legno quando il vino è a riposo.


Il disciplinare 

Bottiglia versa spumante in due calici con logo Trento Doc
Bottiglie di spumante nere e vuote in diagonale
Grappolo uva bianca Trento Doc
Articolo 1
La denominazione di origine controllata “Trento” è riservata al vino spumante bianco e rosato ottenuto con il metodo della rifermentazione in bottiglia che risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.

Il disciplinare è molto importante perché attraverso questo documento si strutturano le regole base per la produzione di un Trento D.O.C..

Sottoscritto da tutti i produttori Trentodoc, è garante dei seguenti principi fondamentali:
  • serietà nella coltivazione e attenta selezione delle uve, 
  • uve di provenienza esclusivamente trentina, 
  • vitigni di origine: Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero e/o Pinot meunier,
  • utilizzo del metodo della rifermentazione in bottiglia, 
  • prolungato contatto con i lieviti e relativa maturazione. 
Tuttavia, le case spumantistiche trentine applicano regole molto più restrittive e severe rispetto a quelle del disciplinare.  La permanenza sui lieviti, ad esempio, è sempre prolungata rispetto a quanto indicato, ad esclusivo vantaggio della qualità finale di ogni singola bottiglia di spumante metodo classico Trentodoc.


SCARICA IL DISCIPLINARE TRENTODOC

L'enoteca provinciale 

Bottiglie spumante piene all'Evento Bollicine 2012
Palazzo Roccabruna, in pieno centro storico a Trento, è l’Enoteca provinciale del Trentino dove è possibile degustare tutte le etichette Trentodoc.

L’elegante edificio cinquecentesco è sede permanente di incontri e approfondimenti sulle tradizioni enogastronomiche locali ed è un importante riferimento per pubblico e operatori di settore. L’Enoteca ospita l’esposizione delle bottiglie di vino trentino dell’ultimo secolo e la collezione completa degli spumanti metodo classico Trentodoc, compresi alcuni rari esemplari  e vecchie annate che vengono conservati nelle cantine del palazzo.


La Fondazione Mach 

Vista edificio della Fondazione Edmund Mach
Trentodoc, come tutto il mondo vitivinicolo trentino, è supportato dalla Fondazione Mach, importante istituzione che si occupa di ricerca e formazione.

Dal 2008 prosegue l’attività dello storico Istituto agrario di San Michele all’Adige, fondato nel 1874, una vera e propria cittadella dell’agricoltura che si estende su 14 ettari. Aule, serre, laboratori, uffici e 70 ettari di area verde nel comune di San Michele all’Adige (a 16 km da Trento) fanno della Fondazione Mach un vero e proprio laboratorio formativo e di ricerca che ha conseguito importanti traguardi a livello internazionale nella formazione, nella ricerca e nel trasferimento tecnologico in campo agricolo, agroalimentare e ambientale.

Nei 150 anni di storia ha contribuito alla diffusione della cultura tecnica agraria e viticolo-enologica formando i migliori enologi trentini e italiani.

La Fondazione è così costituita:
  • un Centro di Istruzione e Formazione frequentato da più di 1.000 studenti provenienti da tutta Italia,
  • un Centro Trasferimento Tecnologico che si occupa di ricerca applicata e sperimentazione fornendo consulenza e servizi di supporto alle  realtà del settore agri-forestale e ambientale,
  • un Centro di Ricerca e Innovazione dedicato specificatamente all’agricoltura sostenibile e alla tutela della biodiversità.